Fiera Rimini - Aggregazione Rimini-Bologna in arrivo….Parma è fuori
Questione di mesi, per non parlare di settimane: Rimini Fiera e BolognaFiere raggiungeranno un accordo definitivo. Non è detto che si tratti di una vera e propria fusione o soltanto di un aggregazione commerciale per promuovere insieme alcuni marchi all’estero. Ma l’incontro del 19 febbraio tra il presidente dell’expo emiliano Luca Cordero di Montezemolo e il collega romagnolo Lorenzo Cagnoni sembra essere quello decisivo.

“Il lavoro di approfondimento - spiega Cagnoni durante la presentazione del calendario fieristico regionale - sta procedendo bene. Poteva interrompersi. Non è stato così anche se non mi nascondo che è un compito complicato”. “Stiamo valutando la fattibilità di una integrazione - aggiunge - che può prendere in esame la radicalità” cioè una vera e propria fusione, anche se “non scartiamo ipotesi più subordinate”. “Il lavoro procede con convinzione e serietà - conferma l’amministratore delegato di BolognaFiere, Michele Porcelli - dobbiamo valutare l’economicità e proporre soluzioni adeguate”.
In caso di fusione si verrebbe a creare una società da oltre 220 milioni di fatturato (126 milioni per Bologna, secondo il consuntivo 2007, e 97 milioni per Rimini), 310 mila mq di spazi espositivi, ed un mol da 50 milioni, seconda per fatturato dietro Milano.
La Regione vive questo momento in “serena attesa”, da “osservatore”. “Tutto quello che dovevamo dire l’abbiamo detto - fa notare l’assessore alle Attività produttive, Duccio Campagnoli - ci siamo posti come facilitatori, sempre rispettosi del lavoro degli altri”. La Regione, secondo Campagnoli, condivide l’utilità dei patti di sindacato fra i soci pubblici, che a Bologna è già stato firmato e a Rimini è in discussione. “Confidiamo - dice - che questo dialogo possa cominciare anche a Parma. L’obiettivo generale è quello di creare un’impresa di rete, che è molto più di una alleanza. Le tre società che operano in regione possono integrare funzioni a cominciare da azioni comuni nel campo dell’internazionalizzazione”.
Parma, invece, non ne vuole proprio sentire parlare si possibili aggregazioni con Bologna e Rimini. “Non ho titolo per parlare di una scelta che compete agli azionisti - dice il vicepresidente Giorgio Orlandini - ma come amministratore così come non vedo rotte di collissione tra i tre enti, così non vedo rotte per una sinergia. Inoltre come amministratore finora non sono mai stato interessato dalla proprietà ad un discorso di integrazione’.
Inoltre, al momento, ha detto ancora Orlandini, Parma sta lavorando con il Vinitaly perche’ e’ un rapporto complementare’. Vedo che non ci sono delle sinergie. Se analizziamo le attività di questi tre enti fieristici, scopriamo che non esistono spazi per i quali si possa pensare a delle sinergie”. Differente invece è il rapporto che si è sviluppato con Verona: “Con VinItaly - continua - credo che ci sia una sinergia, perché siamo complementari e credo che in futuro riusciremo a fare qualcosa, perché non ci pestiamo i piedi”.



